venerdì 15 gennaio 2010

UFFICIALE: E' TORNATO YAGO


Il giovane talento spagnolo Yago Falqué Silva (18) è tornato alla Juventus. Lo ha comunicato la società torinese con una nota pubblicata sul proprio sito internet. Il ragazzo, arrivato lo scorso anno dal Barcellona, aveva disputato l’intera stagione nella Primavera bianconera, vincendo anche il Torneo di Viareggio e allenandosi spesso con la prima squadra. Nell'estate scorsa, poi, la dirigenza del Bari aveva chiesto ed ottenuto Yago in prestito, con la convinzione che potesse far bene in Serie A.
La Juve sperava in una valorizzazione del giocatore, ma il tecnico Ventura non lo ha mai preso in considerazione e lo ha relegato nella Primavera biancorossa.
Ora la dirigenza juventina lo ha riportato a casa e lo ha reintegrato nella propria formazione Primavera, ma confidando che possa affacciarsi anche in prima squadra. Ciro Ferrara stravede per lui. Quando in estate lo ha utilizzato nelle amichevoli di inizio stagione ne ha avuto sempre risposte più che lusinghiere.

giovedì 14 gennaio 2010

Aspirina Coppa Italia, 3 a 0 al Napoli


La grande ammalata del calcio italiano è alla ricerca di una cura efficace e se non altro trova nella Coppa Italia un buon palliativo. Juventus batte Napoli tre a zero, di questi tempi è una notizia da caratteri cubitali, soprattutto visto il momento dei bianconeri, sull'orlo di una crisi di nervi e nell'occhio del ciclone di una contestazione furente che a buon motivo non risparmia niente e nessuno. Ancora una volta è la grinta e non il gioco, il volante della vittoria bianconera ma per una volta importa poco poiché una nuova sconfitta avrebbe avuto delle ripercussioni ben maggiori della stessa eliminazione dalla Coppa. Ciò che interessa rilevare è lo spirito con cui i bianconeri hanno affrontato il match, sicuramente protesi a far da scudo nei confronti di Ferrara e disposti a mettere in gioco quell'abnegazione che consente di superare dei limiti tecnici e tattici di una Juve tipo che non c'è più visti gli innumerevoli infortuni e le crisi individuali degli uomini di maggiore spicco. Coloro che escono molto rafforzati dalla vittoriosa serata bianconera sono proprio i protagonisti del tabellino, Diego in gol al 24' e Del Piero, doppietta al 77' e all'83'. Il capitano è apparso voglioso di dimostrare di esserci ancora e di aver ritrovato una condizione accettabile mentre il brasiliano si è visto finalmente protagonista sia in fase propositiva sia in quella di conclusione (per lui anche un palo al 65'). Il "fattore D" ha dato stasera alla Juve quella qualità e quella geometria che era mancata nelle ultime uscite caratterizzate da un 442 certamente equilibrato ma asfittico sul piano della pericolosità offensiva e delle palle gol prodotte. In mezzo alle giocate dei due fantasisti bianconeri si consumano i rimpianti napoletani per turnover forse troppo esasperato da Mazzarri che ha scelto di lasciar fuori Hamsik e Quagliarella (entrambi pericolosi dopo essere entrati nella ripresa), proponendo un tandem Hoffer-Denis in realtà mai pervenuto. Per la Juve rimane la consapevolezza di uno spirito che esiste e vuole uscire da questo momento. A dire il vero la prestazione, andando oltre il risultato, non è sembrata poi così differente da altre che hanno visto un risultato negativo, segno che nel calcio spesso molto è frutto di fattori imprevedibili ed episodici. Tuttavia i bianconeri devono fare di necessità virtù e prendere ogni vittoria come oro colato da cui ripartire in attesa di capire se il famigerato CDA, consumatosi prima del match, oltre che ribadire una fiducia (incondizionata o meno) a Ferrara abbia davvero gettato le basi per un intervento sul mercato sempre più urgente. Pensare di poter uscire dalla crisi con una rosa ridotta sempre di più all'osso sarebbe un grosso azzardo e di questi tempi è sempre meglio affidarsi alle certezze.

La Juve pensa ad Hernan Crespo


Secondo l'edizione odierna di Tuttosport, la dirigenza della Juventus starebbe pensando di intavolare una trattativa con il Genoa per Hernan Crespo (34). L'attaccante argentino, che al momento trova poco spazio con Gasperini per l'arrivo di David Suazo, andrebbe a rinforzare il reparto offensivo della Juventus, privo degli infortunati David Trezeguet, Sebastian Giovinco e Vincenzo Iaquinta.

Juve, oggi Lanzafame torna a casa


E' fatta: Davide Lanzafame torna alla Juventus. Uno dei talenti migliori del settore giovanile bianconero torna a casa. Davide Lanzafame svuota l'armadietto di Collecchio e torna nella "sua" Torino. Primo allenamento con la Juve di Ciro Ferrara e subito a disposizione per la prossima partita. Alle 10.00 Alessio Secco sarà a Parma per chiudere l'affare che prevede anche il portiere Antonio Mirante. Sconto della Juve al Parma per il riscatto di metà cartellino: non più 2 milioni di euro bensì 1,5. Il Parma acquisterà anche l'altra metà della Samp di Mirante, per un milione. Curiosità: l'agente di Lanzafame è lo stesso di Mirante, ovvero Silvano Martina.

mercoledì 13 gennaio 2010

"GUUS HIDDINK E' A TORINO". JUVENTUS SEMPRE PIU' VICINA!


Guus Hiddink sarebbe già a Torino. A rivelare questa clamorosa notizia sarebbe stato il proprietario del ristorante “Da Angelino”, Angelo Falvo, a Telelombardia e Videogruppo, in un’intervista che verrà trasmessa questa sera. Secondo il racconto dell'imprenditore, il tecnico olandese sarebbe arrivato ieri da solo verso le 13.30 nel suo locale, frequentato solitamente da molti giocatori della Juventus. Il mister olandese ha degustato antipasti al carrello e un piatto di penne all’inglese, passando diversi minuti ad osservare le numerose foto di giocatori bianconeri appese ai muri del locale. E dopo 40 minuti, sempre da solo, avrebbe lasciato il ristorante. Ultima curiosità veramente importante, è che il tecnico olandese, avrebbe mostrato un'ottima padronanza della lingua italiana, conversando con gli inservienti del locale. Se la notizia venisse confermata, a questo punto sarebbe pressochè certo l'arrivo del tecnico olandese alla corte della Vecchia Signora, indipendentemente dal risultato che stasera riuscirà a conseguire contro il Napoli.

martedì 12 gennaio 2010

Sportmediaset - Le casse Juve "salvano" Ferrara


La crisi tecnica della Juventus è ancora lontana da una soluzione. Ferrara andrà regolarmente in panchina mercoledì contro il Napoli in Coppa Italia, ma la società continua a trattare l'ingaggio di Guus Hiddink. La federazione russa ha "liberato" il tecnico olandese, ma non gli pagherà più lo stipendio: ne consegue che i 3,5 milioni che Hiddink percepirebbe nei prossimi sei mesi vengano chiesti alla Juventus. Le cui casse, però, sono asciutte.
E oltre agli esborsi compiuti in estate per Diego e Felipe Melo, nella trattativa pesa anche la consapevolezza di dovere cambiare radicalmente rotta nella politica economica legata alla figura dell'allenatore. Il contratto di Ciro Ferrara prevede un salario annuo di 900mila euro: oltre a un emolumento quadruplo per metà stagione, la Juventus dovrebbe mettere in conto un ulteriore biennale richiesto da Hiddink per scendere a Torino. Il "santone" ex-Chelsea e Psv Eindhoven non chiederebbe i 7 milioni annui elargiti dalla Russia, ma certamente firmerebbe solo a cifre da tecnico di prima categoria, vale a dire dai 4 milioni annui in su. Un sacrificio decisamente grande per una società penalizzata dalla precoce eliminazione in Champions League e spaventata dall'idea di potere mancare la qualificazione alla stessa per la prossima stagione.
Da un simile stallo, inevitabilmente spuntano anche le figure dei traghettatori. Uomini di esperienza e di acclarato "Juventinismo" che possano portare la squadra fino a fine stagione - magari raddrizzando la rotta - prima di lasciare il posto a un nuovo progetto tecnico. In questo senso, i nomi che girano nelle vie di Torino sono quelli di Dino Zoff (ma ha quasi 68 anni ed è da tempo fuori dal giro) e di Gianluca Vialli, che ha dichiarato "di aspettare solo la chiamata". Il 2010/11, in questo caso, potrebbe essere abbinato poi ad altri nomi, altre facce, altre speranze: e gli indizi convertono tutti su Gian Piero Gasperini. Ma l'estate, purtroppo o per fortuna della Juventus, è ancora lontana.

lunedì 11 gennaio 2010

Agente Hiddink: "Non commento le voci, parlerò a fine settimana"


L’ormai infinita telenovela tra Guus Hiddink, tecnico olandese, e la Juventus, si arricchisce di un ulteriore particolare. Cees van Nieuwenhuizen, agente dell’ex allenatore della Corea del Sud, è stato contattato dall’emittente televisiva “Telelombardia” ma, stranamente, non ha smentito le voci che vogliono Hiddink vicinissimo ai bianconeri, come aveva fatto più volte settimane fa. “Guus alla Juventus? In questo momento non posso commentare queste voci, Hiddink ieri è tornato dal Kenya, dove era per le ferie natalizie, e per il momento non ho nulla da dire. Forse parlerò verso la fine di questa settimana”. Queste le dichiarazioni di Van Nieuwenhuizen.

"Questa Juve non ci rappresenta"


Mai visto nulla di più raccapricciante. Una serata da dimenticare, dove la Juventus del ciclo Ferrara ha davvero toccato il fondo, perché più in basso di così è difficile sprofondare. E’ da questo che la Juve deve ripartire, andare peggio sarebbe complicato, ed è il momento di reagire, di onorare per lo meno la maglia e per ritrovarsi, sia dal punto di vista del gioco che della mentalità. Una mentalità ormai andata a farsi benedire. E’ complicato da spiegare ma molto più semplice vederlo con i nostri occhi, in campo, andando a ritroso nella visione delle partite.
Calciopoli ha senza dubbio messo una macchia nella storia della nostra gloriosa società e per il momento la stiamo ancora pagando e la pagheremo ancora, fin quando la giustizia sportiva non farà il suo vero tempo e fin quando la Juventus, intesa come società e non solo, farà qualcosa di concreto per riportarci nell’olimpo del calcio.

La partita col Milan è la punta di diamante di quest’ultima gestione, in cui troviamo una squadra allo sbando, che è dall’inizio dell’anno che deve ritrovare la sua vera dimensione ed identità, come se fosse una farfalla che deve ancora uscire dal suo bocciolo, senza un gioco ben espresso e con tanta confusione tra moduli, acquisti sbagliati e scelte mai spiegate. Una stagione tanto strana proprio non me la ricordo. E se pensiamo all’enorme entusiasmo che c’era a Pinzolo quest’estate, sembra paradossale vedere come invece siamo ridotti a solo mezzo campionato, con una squadra da rifondare a ciclo neppure incominciato.

Una volta poi, oltre a tante caratteristiche vincenti, si parlava della “vecchia signora” come di quella rosa che non molla mai, fino alla fine, in qualsiasi situazione, grazie al suo famoso dna. E pure questo pare svanito, non c’è neanche più la classica reazione d’orgoglio a fine gara, perché la cosa più grave che nessun tifoso vorrebbe mai vedere dalla propria squadra è la resa sul campo. Questa non è la mia, la nostra Juventus. Quelle caratteristiche che hanno fatto di una squadra una scuola di pensiero da prendere ad esempio, non esistono più. Inutile girarci intorno, ci sarà da lavorare e ricominciare da zero.

Il fiore all’occhiello della serata, poi, ci riguarda personalmente. Ferrara, nel dopo partita, arrivato ai microfoni di Controcampo, su Rete4, dopo aver fatto mea culpa su questa ulteriore sconfitta, è andato a cercare in studio a parole il tecnico Gigi Maifredi, da noi intervistato il 30 Novembre. L’ex tecnico bianconero aveva riportato ai microfoni di TUTTI PAZZI PER LA JUVE: “La Juventus con la rosa che ha, dovrebbe fare molto di più. Io stesso riuscirei a fare meglio di Ferrara, che è troppo inesperto e giovane per la Juventus. Vincerei lo scudetto a mani basse, fumando il sigaro in panchina”. A Ferrara non dev’essere andato giù, e proprio ieri notte ha deciso di replicare in diretta, “incendiando” un battibecco con lo stesso Maifredi, con cui si è scambiato parole non troppo carine, un siparietto che si doveva evitare.

Summit Juve: Ciro non sa nulla, ma ecco i nomi per il rilancio


La disfatta, senza appello e senza alibi, rimediata dalla Juventus nella sfida di ieri sera contro il Milan, rischia di avere il classico effetto della cascata che fa traboccare il vaso. Già perchè un vaso già stracolmo dopo l'eliminazione dalla Champions e le figuracce degli ultimi due mesi, è stato innaffiato da quella che probabilmente è lecito definire come la prestazione più inerme della stagione. Non è stato il Milan scintillante di mercoledi a prendere a pallate la truppa di Ferrara, gli uomini in rossonero si sono limitati ad approfittare con grande cinismo dei cioccolatini offerti da casa Juve, e che hanno visto Felipe Melo quale maggiordomo eletto alla consegna.
E' in questo clima che gli altissimi vertici (Blanc, Secco e Bettega) di Madama si sono sentiti nella notte per un primo fondamentale summit, dal quale il tecnico Ferrara è stato volutamente o no, escluso. Chiaro segnale, specie dopo il clima di contestazione anche da parte dei tifosi, di una svolta potenzialmente vicina, nonostante smentite di rito, peraltro sempre meno convinte. Hiddink è il nome più in auge, ma non è da escludere un traghettatore che conduca senza danni e con una qualificazione in Champions in più, la squadra sino al termine della stagione, in attesa del possibile insediamento di Lippi in dirigenza. Non manca, tuttavia, il classico totonomi che accompagna situazioni di questo genere, e possibili nuovi acquisti atti a cercare di risollevare la situazione. Il profilo nuovo è quello di Douglas, colosso brasiliano classe '88 in forza al Twente: fisicità straripante per una richiesta di 8 milioni di euro. Capitolo esterni, si guarda in casa, o perlomeno si spulcia nelle fotoricordo. Indiziati principali sono infatti i cavalli di ritorno Lanzafame (prima scelta che però il Parma non vuole mollare) e Raffaele Palladino, in comproprietà col Genoa e fondamentale per la squadra di Gasperini. L'idea Foggia degli ultimi giorni, è proprio figlia di queste difficoltà.

domenica 10 gennaio 2010

Juve, è notte fonda! Melo e Grosso i peggiori. Si salva solo Chiellini

PAGELLA JUVENTUS-MILAN

Manninger 5,5
Il portiere austriaco è praticamente inoperoso e sui gol ha poche colpe.

Chiellini 6
L'unico a salvarsi dal grigiore generale. Grinta e determinazione per il centrale toscano; al 39' sfiora il gol in scivolata.

Cannavaro 5
In enorme difficoltà con Borriello e Ronaldinho, pochi anticipi per lui.

Grosso 4
Non è l'unico fantasma che si aggira in campo all'Olimpico. Il numero 6 bianconero è praticamente inesistente sulla sua fascia, pochissime le folate in avanti degne di nota.

Grygera 5,5
Nella prima frazione di gioco è diligente ed attento, cala nella ripresa con il resto della squadra.

Melo 4
Sul primo gol rossonero "cicca" la palla e permette l'inserimento di Nesta che trafigge Manninger. Troppo aggressivo, poco lucido nelle ripartenze.

Poulsen 5
Non azzecca un passaggio nè tantomeno un intervento. Commette sistematicamente fallo, troppo indisciplinato.

Salihamidzic 5
Poche iniziative per il numero 7 bianconero, che di certo non eguaglia la buona prestazione di Parma.

Marchisio 5
Solitamente garantisce qualità e sostanza, stasera è fuori da ogni singola azione dei suoi compagni.

Diego 5
Sfiora il gol nel primo tempo, prova ad inventare qualcosa nella ripresa ma è davvero poco per il brasiliano.

Amauri 5,5
Lotta e cerca di recuperare palloni, soprattutto in fase difensiva. Tuttavia, in avanti, è davvero inconcludente in quanto pochissimi sono i rifornimenti che provengono dal centrocampo.

Del Piero 5,5
Entra nella ripresa e cerca con alcune conclusioni di impensierire Dida. Sfiora il gol sul finale con l'estremo rossonero che devia in corner un suo calcio piazzato.

De Ceglie sv

All. Ferrara 5
Potrebbe essere la sua ultima partita sulla panchina bianconera. Già a Parma i segnali erano stati negativi, la squadra non ha un suo gioco, una sua fisionomia. Cosa ben più grave, è colpa proprio dell'allenatore campano non essere riuscito a imporre le sue idee alla sua compagine; è vero che in campo non scende lui, e dunque nulla può essergli imputato se lì davanti nessuno la butta dentro ma la squadra tentenna e questo è sintomo di palese insicurezza. Adesso la dirigenza valuterà la situazione, di certo se dovesse restare Ferrara dovranno essere effettuati degli acquisti durante questa sessione invernale di mercato

LA JUVE NON C'E' PIU'


Ennesima sconfitta stagionale per la Juventus di Ciro Ferrara. Ciò che appare come una consuetudine si consuma per l'ennesima volta in quel di Torino, con una disfatta che farà clamore almeno quanto l'umiliazione subita in Champions League contro il Bayern Monaco. La squadra o meglio l'accozzaglia numerica Ferrariana non mostra più alcun senso logico e la sconfitta sembra diventare ormai una triste abitudine per i tifosi bianconeri. A passeggiare all'Olimpico di Torino tocca stavolta al Milan, mai trascendentale stasera, eppure in grado di travolgere in tutto e per tutto gli avversari, apparsi appena vogliosi di riscatto ma totalmente inadeguati sia tatticamente sia qualitativamente. Sparare su Ferrara sarebbe come colpire la croce rossa e per una volta preferiamo risparmiarlo, c'è invece molta più voglia di discutere dell'imbarazzante pochezza tecnica di alcuni elementi che in altri periodi storici della gloriosa storia bianconera avrebbe conosciuto i colori bianconeri solamente attraverso la tv. Pensare di poter fermare il Milan attuale con il solo agonismo di una mediana tecnicamente da metà classifica (quattro podisti di cui due adattati sugli esterni) è presunzione comunque attenuata dalla scelte obbligate per la sequela interminabile di infortuni. L'errore più grave, evidenziato da pochi in verità, è stato quello di voler elevare la vittoria di Parma a cura definitiva dei problemi bianconeri. L'horror stagionale degli uomini di Ferrara sembra interminabile e i tre schiaffi suonati dalla banda rossonera (29'Nesta, 67' e 87' Ronaldinho) sono la pietra tombale su molte speranze dei più ottimisti: La Juventus si è ormai sciolta come neve al sole. Non è solo il gioco ad essere un lontano ricordo, lo è (e questo è ben più preoccupante) il concetto stesso di squadra. Non può essere un alibi il clima ostile che si materializza ormai costantemente all'Olimpico. Chi ha caricato la stagione di proclami deve assumere la responsabilità di un fallimento totale, di una disfatta tecnica e societaria. Per costruire qualcosa da queste macerie risulta persino difficile trovare la soluzione giusta poiché sempre maggiori sono le cose che preoccupano e la sensazione di totale precarietà pervade ormai ogni singolo aspetto della gestione societaria e tecnica, compresi i giocatori. Ora è emergenza non solo sul piano delle attese future ma anche nell'esigenza di salvare il salvabile prima che sia troppo tardi. Prima che anche una semplice qualificazione in Champions (rispetto ai proclami d'inizio stagione) diventi un miraggio. A Blanc l'ardua sentenza.

Juventus, i tifosi chiedono la testa di Ferrara


E' un clima molto caldo quello che si sta vivendo dentro e fuori lo stadio Olimpico nel post-partita di Juventus-Milan. Dopo la sconfitta subita dai bianconeri per 3-0, i tifosi stanno manifestando chiedendo a gran voce l'esonero di Ciro Ferrara. La dirigenza, dal canto suo, è conscia della situazione e domani si riunirà per parlare con il tecnico, ma nel panorama italiano non ci sono allenatori liberi di un certo livello. Sul panorama internazionale si fa il nome da qualche settimana di Guus Hiddink, ma per procedere con il suo ingaggio, visto il costo elevato dell'operazione, serve il via libera della proprietà. In alternativa, come traghettatore fino al termine della stagione, sarebbe uscito nelle ultime ore il nome di Alberto Zaccheroni.

sabato 9 gennaio 2010

Conferenza Stampa di Ciro Ferrara Pre Juve-Milan: «Voglio una Juve caparbia» (09/01/10)

Ferrara: "Serve una Juve caparbia"


La Juventus a Parma ha ritrovato la vittoria e la grinta. I bianconeri contro gli emiliani hanno saputo soffrire e capitalizzare le occasioni avute, mostrando forti segnali di ripresa. E domenica sera, contro il Milan, che sta vivendo un momento di grazia, Ciro Ferrara chiede ai suoi lo stesso atteggiamento: «La Juventus in questo tipo di gare deve essere caparbia e deve riuscire a limitare la tecnica del Milan e a mettere in campo qualità». Tanti i temi toccati dal tecnico bianconero durante la conferenza stampa di vigilia:

Il momento delle due squadre
«Abbiamo attraversato due periodi diversi, il nostro sicuramente più positivo all’inizio rispetto al Milan che invece con il passare del tempo ha acquisito convinzione nei propri mezzi e ottenuto risultati. I punti in classifica sono quasi gli stessi, quindi abbiamo sfruttato in maniera diversa la prima parte della stagione. Ora andiamo a incontrare una squadra in ottima condizione»

Una partita che vale una finale?
«Non parlerei di finale perché quando ho usato questo termine ha portato male. E’ una gara di alto livello, molto sentita e intensa e sarà bello per chi andrà in campo giocare una partita del genere».

I successi di Leonardo
«Sono contento per Leo, perché merita tutto ciò che sta ottenendo. Ci siamo incontrati quando il Milan non stava attraversando un buon periodo, ma l’ho sempre visto sereno. Ha forse avuto qualche infortunio in meno rispetto a noi, ma sta facendo molto bene e sta meritando i risultati ottenuti».

Le critiche alla Juventus
«I risultati dell’ultimo periodo influiscono sulle opinioni. C’è una differenza importante: la qualificazione agli ottavi di Champions che a noi manca. In campionato essere partiti bene e attraversare ora un periodo difficile incide sui giudizi».

La fiducia della società
«L’ho sentita e la sento tutt’ora, fermo restando che il destino di qualsiasi allenatore è legato ai risultati».

Il mercato
«Con la partenza di Tiago faremo qualcosa sul mercato, ma di questi aspetti si occuperà la società. In difesa sono partiti in due, ma eravamo in dieci e siamo coperti da questo punto di vista. Gli arrivi nelle altre squadre? Hanno completato rose che avevano necessità»

Iaquinta
«Ha fatto due allenamenti con noi, ma prima di rivederlo in campo dovrà passare ancora un po’ di tempo».

Le difficoltà di Melo e Diego
«Ogni calciatore può attraversare un momento di difficoltà. L’inizio di Melo e Diego è stato positivo, poi hanno incontrato difficoltà come tutta la squadra. Se servirebbe un allenatore brasiliano per rigenerarli? Non so, finora si è parlato di un olandese…Scherzi a parte, l’intenzione di un allenatore deve essere rigenerare tutta la squadra, non solo qualche elemento».

Del Piero
«Con Alessandro ho parlato in maniera chiara e rimane ciò che ci siamo detti. Non potrà essere contento del fatto di non trovare spazio, ma mi è parso sereno e si sta comportando da serio professionista e da capitano».

Chi toglierebbe al Milan?
«Né io né lui possiamo permetterci di perdere altri giocatori. Anche lui ha assenze importanti e andremo a giocarcela così».

servizio precedenti juventus milan

Juve, la strategia di Bettega: tornano i giovani


Roberto Bettega ha un solo obiettivo: riportare alla Juventus i giovani migliori sparsi per l'Italia. Giovani e campioni, miscela ideale. Paolucci, Lanzafame, Palladino, Criscito, Ekdal sono tutti obiettivi di mercato: cavalli di ritorno, come Marchisio, Giovinco e De Ceglie, per costruire un'ossatura di nerbo e fede che tante volte è decisiva e va oltre anche le doti tecniche. Il Siena, per ottenere la metà del cartellino di Paolucci, in estate ha investito più di tre milioni ed è logico che a questo punto richiederebbe un'adeguata contropartita nel caso in cui dovesse privarsi dell'attaccante a metà stagione. Il centrocampista svedese è in prestito, il Siena a dire il vero non intenderebbe privarsene. Anche in questo caso, più che una questione di prezzo, è un fatto di contropartite. Per Lanzafame sembrava fatta, ma il presidente del Parma Ghirardi si è opposto ed ora tutto appare sospeso. Col Genoa la società di corso Galileo Ferraris si dovrà sedere al tavolo delle trattative per decidere il destino di due pezzi da novanta: Raffaele Palladino e Domenico Criscito. E al momento prevale, all'interno della società, la mozione attaccante.

Juve, gli infortuni non finiscono mai: fuori anche Giovinco, out 20 giorni!


Gli esami e gli infortuni non finiscono mai per la Juventus di Ciro Ferrara, che nella fondamentale sfida di domenica sera contro il Milan, decisiva soprattutto per le sorti del tecnico bianconero, dovrà fare a meno anche di Sebastian Giovinco, bloccato da un problema muscolare rimediato nell'ultimo allenamento. Oggi il fantasista juventino sarà sottosposto a tutti gli esami del caso, ma le prime notizie trapelate dal centro sportivo di Vinovo non sembrano confortanti: si ipotizza uno stop di almeno 20 giorni. L'ennesima tegola piovuta sulla testa di Ferrara, costretto a fronteggiare l'ennesima emergenza stagionale. Domani contro i rossoneri, infatti, oltre a Giovinco mancheranno gli altri quattro infortunati, Buffon, Trezeguet, Iaquinta e Camoranesi, lo squalificato Martin Caceres ed il maliano Momo Sissoko, impegnato nella Coppa d'Africa. Pochi dubbi, dunque, sulla formazione da mandare in campo. Il tecnico bianconero dovrebbe confermare per nove undicesimi la squadra che ha espugnato il Tardini, con due sole variazioni in difesa: il rientrante Cannavaro al posto di Legrottaglie e Zdenek Grygera destinato a sostituire l'uruguaiano Martin Caceres. Il centrocampo sarà lo stesso di Parma, con Salihamidzic a destra, Marchisio a sinistra e la coppia Felipe Melo-Poulsen al centro. Diego-Amauri, l'inedito tandem offensivo, con capitan Del Piero destinato ancora una volta alla panchina.

Juve, è Pazzini il primo l'obiettivo per giugno


Nel prossimo mercato estivo la Juventus sferrerà l'attacco decisivo alla Sampdoria per Giampaolo Pazzini, ritenuto da Corso Galileo Ferraris il sostituto naturale di David Trezeguet. Il francese a fine stagione tornerà nella sua patria, in Francia, e i bianconeri dovranno comprare una prima punta di assoluto valore per sostituire l'ex Monaco. La Vecchia Signora deve, però, stare molto attenta ai team inglesi, soprattutto al Chelsea di Carlo Ancelotti, che già da un bel po' di tempo è interessato a Pazzini. Un dirigente dei blues è volato a Marassi per assistere a diverse partite del bomber, ma nemmeno la Juventus non si è fatta trovare impreparata, manifestando l'interesse per il giocatore attraverso una chiacchierata informale tra Renzo Castagnini, capo osservatore della società, con Tullio Tinti, procuratore del calciatore. Una vera trattativa verrà imbastita a giugno, al termine del campionato, quando la Juventus potrà mettere sul piatto anche diverse contropartite tecniche gradite ai blucerchiati.

Atletico Madrid, ecco Tiago dalla Juve


L'Atletico Madrid ha ufficializzato di aver prelevato dalla Juventus, con la formula del prestito con diritto di riscatto, il centrocampista portoghese Tiago Cardoso Mendes (28). Il giocatore lascia il club bianconero dopo due stagioni e mezzo, dove ha raccolto complessivamente 42 presenze in campionato, senza mai andare a segno.

Galliani: "Contro la Juve il vero derby d'Italia"


"Contro la Juventus si gioca il vero derby d'Italia: è la squadra che ha vinto più scudetti, noi il club più titolato al mondo". Adriano Galliani prepara il Milan in vista del big match della 19a giornata. "Nei prossimi mesi la voglia di Mondiale metterà le ali a tanti nostri giocatori, avremo una spinta in più su tutti i fronti e già da questo gennaio avremo risposte importanti sulla stagione. Noi puntiamo ai primi tre posti".

Iaquinta-Chelsea, decide lo stato di forma


Non c'è solo Pazzini nella wishing list di Carlo Ancelotti. La notizia è oramai datata, ma Vincenzo Iaquinta è davvero uno degli obiettivi sensibili dei Blues per questo mercato di gennaio. Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, l'agente del calciatore avrebbe parlato - nella giornata di ieri - con alcuni dirigenti della società inglese, intenzionata ad acquisire il cartellino del giocatore dalla Juventus. Ai londinesi serve però un giocatore in salute, che possa sostituire Didier Drogba fino al suo ritorno dalla Coppa D'Africa: la prova del nove, quindi, sarà dettato dallo stato di forma che Iaquinta mostrerà durante la partita con il Chievo. In caso di prestazione positiva, i Blues andrebbero a formulare un'offerta irrinunciabile ai vertici bianconeri, con il giocatore destinato a vestire la maglia inglese.